Cagliari, Conti sogna un contratto a vita. Cellino: "Vale più di Lavezzi o Hamsik"
Con il Napoli, lui che negli ultimi anni l'ha sempre castigato, non ci sarà. Conti al "Barbera" era in diffida. Il giallo mostratogli da Orsato sabato costringe il regista in tribuna
08.12.2009 08:13 di Antonio Gaito articolo letto 2619 volte
Fonte: La Nuova Sardegna/Tutto Cagliari
© foto di Alessandro PizzutiCon il Napoli, lui che negli ultimi anni l’ha sempre castigato, non ci sarà. Daniele Conti al “Barbera” era in diffida. Il giallo mostratogli da Orsato per gioco falloso sabato costringe il regista in tribuna. Peccato. E il Cagliari, quarto in classifica tra primo e secondo tempo, si ritrova a +10 dal terzultimo posto.
E Conti? Contratto che scade nel 2011, si avvia a rinnovare fino al 2013. «Con lui non ho bisogno di parlare, né di vedere come gioca», taglia corto Cellino. «Diventerà un ottimo allenatore», profetizza Allegri. «E’ nato a Nettuno ma nella concretezza e nel suo essere di poche parole, ricorda noi sardi», spiega Maurizio Loi, capofila dei tifosi al mercato di San Benedetto. Nello storico megastore del centro, tra serrande e vetrinette dei box di ortofrutta, pesce e carne, il rossoblù con le facce di Riva e Zola abbonda. E proprio qui, lo scorso maggio gli hanno intitolato un Cagliari club. «E’ vero, dopo tanti anni mi sento a casa mia».
Daniele Conti, classe ’79, non se la tira: alle amichevoli con detenuti e guardie, nel campetto del carcere di Buoncammino, non manca mai. E tra autografi, foto e abbracci, va via sempre per ultimo. «E’ il mio capitano tecnico», aggiunge Allegri. Tra i leader storici della squadra, con undici stagioni in rossoblù, Conti ha sempre avuto un unico riferimento: i compagni. «La nostra forza è il gruppo. Chiunque venga chiamato in causa, fa bene. L’abbiamo dimostrato in tanti momenti delicati. E continuiamo a farlo».
Amico inseparabile di Agostini, Conti con la Juve ha festeggiato 300 partite da professionista. «Quanti gol ho segnato col Cagliari? Non ricordo, certamente più di 20», ha risposto ai ragazzini dell’Istituto tecnico di Serramanna. Per l’esattezza sono 28, compreso l’ultimo nel 2 a 0 alla Samp, distribuiti in 175 partite di A, 101 di B, 24 di Coppa Italia. Tanto asciutto quanto pratico in campo, il figlio di Bruno, campione del mondo in Spagna, ha preferito un profilo sobrio a flash e taccuini. «Io in nazionale? Come chiunque giochi a calcio, è il traguardo massimo. Ma non ci penso, innanzi tutto mi interessa la salvezza del Cagliari». Per stare in tema, Conti - una convocazione in under 21 in carriera - è stato il primo ad abbracciare Biondini per la chiamata di Lippi in azzurro. La mezzala arriva in comproprietà al Cagliari nel ‘99. A fine stagione Cellino scuce un miliardo e 250 milioni di lire. Un investimento azzeccato. Nelle ultime due annate per il regista hanno fatto la fila Napoli, Palermo e Celtic. Con in mano assegni tra i dieci e i 15 milioni di euro.
«Anche la Fiorentina avrebbe dato un sacco di soldi a me e a lui. Ci siamo guardati negli occhi. Gli ho detto: «Daniele, vuoi andarci?. Lui ha detto no», racconta Cellino. Il patron per Conti ha un debole: «Per me vale più di Lavezzi o Hamsik e non ne faccio solo una questione di cuore», ha risposto alle avance del Napoli. E lui? Zitto e asciutto. Tre tatuaggi, due dedicati al figlio Bruno junior, indossa la maglia numero 5, quella di Falcao, suo idolo quando giocava nelle giovanili della Roma.
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CELLINO
